Associazione Oncologica ProGYM / Testimonianze

Associazione oncologica ProGYM

Il movimento è lo spazio aperto dove i pensieri si armonizzano e il corpo si perfeziona e guarisce

Testimonianze

Abbiamo raccolto alcune testimonianze che descrivono l’esperienza ProGym direttamente con le parole dei partecipanti.

Ci è sembrato doveroso fornire, oltre a un’introduzione più ‘formale’ dell’attività proposta dalla nostra associazione, anche una visione più intima e personale, riportata qui di seguito.

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Il mio incontro con la ProGym, nel percorso di guarigione dal tumore al seno, lo ritengo un regalo della Provvidenza.

Mi sento particolarmente fortunata ad essere stata scelta fra le prime 9 donne che, con la stessa patologia, hanno iniziato un programma di recupero dagli effetti collaterali dell’intervento chirurgico e delle successive terapie.

Da un punto di vista fisico ho constatato un notevole miglioramento dell’uso delle articolazioni, in particolare delle spalle, doloranti e molto irrigidite. In qualità di assidua praticante di Hatha Yoga questo fatto mi causava grande frustrazione.

L’insegnante, nonché fisioterapista scelto per noi dalla ProGym, ha messo a punto una sequenza di esercizi molto valida, semplice ma nello stesso tempo impegnativa e rafforzante. Dopo ogni lezione mi sento rinnovata energeticamente e fisicamente.

Da un punto di vista psicologico tutto questo ha avuto un impatto molto positivo, mi ha aiutato a credere nel recupero delle mie forze.

Il fatto di eseguire gli esercizi in compagnia di donne che hanno subito le stesse problematiche è di grande supporto, viene naturale sostenersi a vicenda.

La ProGym non si è limitata ad offrire un recupero della prestanza fisica, ma anche un supporto accompagnato da altrettanti incontri di psicoterapia di gruppo, gestiti da una brava e sensibile psicologa. Siamo state aiutate a condividere ulteriormente le nostre esperienze e a liberare le emozioni sedimentate dentro di noi dopo il faticoso percorso della malattia.

Sono molto felice di aver avuto l’opportunità di conoscere donne così diverse nei propri vissuti, la malattia è stato il comune denominatore che ha subito creato solidarietà e supporto reciproco, un’occasione per arricchirci una con l'altra.

Desidero esprimere la mia infinita gratitudine verso coloro che, con assiduo impegno ed un’incrollabile motivazione, hanno realizzato questo progetto.

Alla base di tutto ciò percepisco una forte determinazione per il beneficio degli altri, senza scopi di lucro, ma semplicemente per un senso di umanità e amore verso il prossimo.

Il mio augurio è che questa bellissima iniziativa possa espandersi e beneficiare tutti coloro che ne avranno bisogno.

Inizio questo mio scritto con una frase che di solito conclude una lettera:
Vi ringrazio di cuore per quello che mi avete donato, per l'importanza del vostro convinto e instancabile impegno nel progetto Pro-Gym e vi abbraccio tutti con immensa gratitudine.

Gratitudine, immensa, perché in soli tre mesi passati insieme a voi ho raggiunto due traguardi importanti: una forma fisica e uno stato emotivo molto molto migliorati tanto da convincermi dell’importanza di portare avanti il lavoro iniziato.

Per rendere visiva questa mia sensazione di “risalita” prendo come riferimento proprio il vostro logo. Io lo interpreto così: a terra rimane, certo rimane, l'ombra di una persona che però si alza con le braccia e lo sguardo rivolti verso l'alto trasmettendo apertura alla vita e positività.

E ora volentieri ripercorro il mio tragitto. E lo faccio soprattutto per me stessa perché ne sono orgogliosa, perché mi ha dato carica, a me che di natura sono anche un po’ pigra.

Durante una visita oncologica di controllo il dr. Francesco Scanzi mi ha messa al corrente di una iniziativa volta a sostenere l'importanza della ricerca del benessere per le persone che si sono trovate a tu per tu con il cancro e mi ha consegnato una brochure che illustrava l'iniziativa Multimedica ProGym.
L’ho messa inizialmente da parte con un po’ di scetticismo, poi un giorno l’ho ripresa in mano e ho chiamato per avere informazioni.

Sono stata ricontattata da Marco Trombin. Forse perché anche lui è “uno dei nostri”, è riuscito immediatamente a stabilire un rapporto molto spontaneo, naturale e di condivisione come se ci fosse già una conoscenza, come se dall'altra parte del telefono ci fosse un amico che ti vuole aiutare ma, aspetto per me importantissimo, in modo simpatico, leggero e ironico.

Ho quindi partecipato al primo incontro organizzato per conoscere il programma, per conoscere le altre donne che avrebbero formato il gruppo, per conoscere chi ci avrebbe guidato in questa avventura.
Era presente anche la famiglia di Marco Trombin, con la forza del loro sorriso, dell'amabilità, con la forza di riuscire a far riflettere sulla verità di quel proverbio che recita “l’unione fa la forza”.

La forza di persone che mi ha dato subito la sensazione che non erano lì per caso. Ho avuto la sensazione di una forte sintonia di intenti, di un legame invisibile e pure molto percettibile. Sicuramente c’era dietro una regia, quella di Marco Trombin, che ha avuto la capacità e sensibilità di formare un cast perfetto.
Non c’era dubbio, ci sarei stata! E già quella decisione è stata per me come una ricarica.

Oggi, ripeto, mi sento molto bene e voglio ringraziare:

Marco Trombin e la sua splendida moglie Gabriella per quello che ho scritto in precedenza e anche per la loro sempre forte, simpatica, empatica e costante presenza: prima, durante e dopo ogni tappa del nostro percorso. Loro sono stati fondamentali! E saranno fondamentali per gli altri gruppi che via via si formeranno.

La dottoressa Maura Levi con la quale ho sentito immediatamente un'accoglienza quasi materna, pur essendo io molto molto più “grande” per età. Si è resa subito disponibile a un incontro personale che mi ha rassicurato sulle mie paure, sui miei dubbi.

La dottoressa Silvia Pagani che pilotando i nostri incontri di psicoterapia di gruppo ha contribuito fortemente a creare un gruppo di donne unito nell'affrontare le nostre individuali difficoltà con la massima spontaneità. Abbiamo pianto e riso tutte insieme, ci siamo anche divertite, ci siamo impegnate in momenti dall’apparenza ludica ma che ci ha dato l'opportunità di esprimere la nostra interiorità, di entrare più in contatto con noi stesse.

Il nostro personal trainer, Francesco Caputo, che ci ha portato al raggiungimento di un benessere fisico e di conseguenza mentale, che inizialmente lasciava molto a desiderare. Ogni parte del nostro corpo scricchiolava. Grazie alla sua competenza e professionalità, ci ha rimesso in forma. Ci ha fatto sudare, qualche volta lamentare pur con il piacevole sottofondo della musica, ma soprattutto grazie ai suoi insegnamenti e con la sua ferrea volontà di farci agire per star bene.

E poi, permettetemi, uno specialissimo ed emozionato ringraziamento alle mie compagne di avventura. Le nomino rigorosamente in ordine alfabetico. Grazie a: Elsa, Ester, Milena, Gabriela, Letizia, Renata, Sandra, Simona.

Grazie perché mi sono alimentata della vostra forza ma anche della fragilità che avete espresso e condiviso con sincerità. E grazie perché oggi mi nutro anche di quella “rinascita” che ho visto in ognuna di voi. Dei sorrisi e le risate che hanno preso il posto di quel velo di tristezza e di disorientamento che avevamo in volto all’inizio.

Ho partecipato al percorso psicofisico proposto dalla ProGym. È stato come essere accolta in un cerchio positivo ricco di attenzioni.

L’attività fisica che Francesco ci ha proposto era stata studiata ad hoc per le nostre patologie e personalizzata su ognuna di noi. Grazie Francesco, hai studiato gli esercizi che servono per riappropriarci del nostro corpo e dei movimenti che non riuscivamo più a fare con fluidità. Si nota la passione e la professionalità che ci hai messo.

Che dire del gruppo che Silvia è riuscita ad agglomerare per rendere tutte noi più serene, più sicure e più libere dalle nostre paure. Grazie Silvia.

Ultimi ma non ultimi, grazie a Marco e Gabriella perché sono sempre stati presenti, ad aspettarci ad interessarsi dei nostri miglioramenti ed a incoraggiarci. Sono stata fortunata a poter partecipare a questo progetto. Grazie.

Ho 53 anni e con la mammografia di screening fatta a 50 anni hanno scoperto un carcinoma lobulare mammario infiltrante al seno sinistro. Catapultata nell’intervento prima di mastectomia e poi di sostituzione di espansore con protesi, ho trascorso tre anni tra fisioterapia esami e controlli continui cercando di contrastare la sensazione di “essere malata” per impedimenti di mobilità e dolori col desiderio di sentirmi ancora “giovane” e “attiva”.

Stavo quindi iniziando a pensare a cosa fare della mia vita avendola fino ad allora vissuta dando priorità alla famiglia e conciliando ad essa il lavoro quindi a tempo ridotto sempre in sua funzione.  Ho pensato quindi di aprire uno studio insieme ad una speciale amica unendo le due forze e le due lunghe esperienze anche se in ambiti leggermente diversi ma con lo stesso fine. E di utilizzare ancor più le gambe e la bicicletta per gli spostamenti. Ed ecco che mi si propone dalla multimedica attraverso la ProGym una ginnastica mirata con una psicologia di gruppo, io molto scettica su psicologi.

A circa tre mesi dall’inizio di tale progetto posso dire che fisicamente ho migliorato di parecchio la mobilità non solo della spalla ma di tutta la mia postura ed ho riconosciuto l’utilità e il piacere della ginnastica nonostante la fatica (ad eccezione del periodo scolastico, non avevo mai frequentato palestre).

Per quanto riguarda il lavoro fatto da Silvia, la terapeuta, con la sua semplicità e dolcezza è riuscita ad individuare scovare e far emergere alcune delle cose irrisolte come senso di colpa e fragilità che mi tenevano legata, senza una mia consapevolezza, ad una leggera paura e tristezza di fondo. Risultato: acquistato più leggerezza, vitalità, sorriso e… speranza nel futuro, qualunque esso sia. Sono riuscita persino ad aumentare i miei impegni e quindi i miei ritmi ogni giorno con piacere e serenità e… accettando gli eventuali limiti… anche se cerco di conquistare sempre più spazio su loro.

Grazie Francesco, grazie Silvia, grazie Marco, grazie ProGym.

Mi chiamo Simona Ferrari. Mi hanno trovato un tumore al seno sinistro con conseguente mastectomia e svuotamento dell'ascella dai linfonodi, eseguite rispettivamente il 7 febbraio e il 24 marzo 2019.

Ho avuto la possibilità, grazie al Dott. Scanzi di essere informata dell’inizio di un nuovo corso di ginnastica, per donne col mio stesso problema; così mi fu descritto, e accettai di lasciare il mio numero telefonico.

Fui contattata dal Sig. Marco Trombin il quale mi diede un appuntamento per il colloquio insieme alla psicologa Levi, ai quali al primo appuntamento ho, per così dire, vomitato tutte le mie paure angosce e preoccupazioni circa il mio stato di salute. Il Sig. Marco Trombin mi descrisse la sua associazione e il progetto perseguito. La Progym così nominata questa associazione, mi avrebbe potuto aiutare sia fisicamente che psicologicamente. Da questo colloquio ebbi il privilegio di essere scelta per iniziare l’ambizioso progetto, che consiste in un corso di ginnastica su misura per pazienti come me e come molte altre donne operate al seno, che al secondo colloquio incontrai e conobbi insieme al nostro istruttore Francesco e la psicoterapeuta Silvia. Già qui la sensazione fu di un ambiente di persone appassionate, interessate veramente ad aiutarci e a mettersi a nostra disposizione per qualsiasi problema, cercando di risolverlo insieme.

Il nostro gruppo piccolo ma affiatato ci ha dato la forza di metterci in gioco giorno dopo giorno, davanti agli esercizi più complicati e sofferti o davanti all'imbarazzo iniziale di piangere davanti a tutto il gruppo e alla psicologa superando ogni ostacolo incontrato e migliorando sempre di più.

Dopo aver partecipato attivamente a questo progetto devo testimoniare che il mio braccio ha acquistato l’intera mobilità, la forza è tornata le scariche che sentivo lungo il braccio sono sparite; tutto il corpo è più mobile ed allenato. Con la forza fisica è tornata anche più sicurezza coadiuvata dalla psicoterapia di gruppo che aiuta a trasformare la paura e l’angoscia in emozioni e sensazioni positive fondamentali per scrollarsi da dosso questo fardello. Con la terapia di gruppo si ascoltano i drammi, le sofferenze e le difficoltà della vita di altre donne e ti rendi conto di non essere l’unica e di non essere la sola ad affrontare questa prova che ci hanno appioppato da superare.

Concludo confermando che è stata un'esperienza che mi ha migliorato, ha migliorato il mio stile di vita che è tornato come prima anzi oserei dire meglio di prima.

Un progetto quello di ProGym da divulgare a tutte le donne colpite da questa patologia che purtroppo sono tante.

Un grazie allora a ProGym, al suo fondatore e a tutti i medici professori oncologi che hanno permesso tutto questo.

Grazie Marco!!!

La ProGym è arrivata al momento giusto, colmando una grave lacuna del sistema sanitario, con grande supporto alla fragilità ed emotività legate alle nostre patologie oncologiche.

Ci avete fatto sentire meno sole creando un legame di sincera condivisione e solidarietà. Speriamo di poter continuare questo percorso fisico ed emotivo, anche se purtroppo gli impegni tendono ad allontanarci!

Il seme è stato piantato e sono convinta che non potrà dare che buoni frutti, rendendoci più forti ed ottimiste nei confronti delle sfide che dobbiamo continuamente affrontare.

Mi auguro che questo esempio possa essere di stimolo alle istituzioni, che dovrebbero offrire supporto alle persone colpite dalle nostre patologie, con strumenti che le aiutino ad affrontarle in maniera più completa, costruttiva e serena.